Anni Sessanta

Siamo arrivati agli anni Sessanta: il 68 è l’anno della rivoluzione degli ideali, del cosiddetto boom economico il quale esige che le donne facciano nuovamente parte della forza lavoro, per cui anche la scuola materna si rinnova e, con gli orientamenti del 69, assume un ruolo tutto suo senza dover essere strettamente connessa alla scuola primaria. L’Educazione Religiosa resta una componente essenziale dello sviluppo infantile, sebbene non occupi più un ruolo preminente all’interno degli Orientamenti.
Il boom economico, le profonde trasformazioni sociali dovute prettamente ai movimenti del 68, le innovazioni tecnologiche, fanno sì che lo scenario sociale cambi molto velocemente. L’avvento dei mass media ha mutato in modo intrinseco la società, i rapporti umani e l’apprendimento. Quando negli anni Cinquanta si affacciò la televisione, essa aveva un ruolo particolare. L’Italia stretta dalla morsa del fascismo, aveva imparato bene il valore della libertà e l’amore per la Patria… non solo, aveva sperimentato su di sé gli effetti devastanti di una guerra assurda. Anche l’Europa era nella stessa condizione: ferita al cuore, straziata fin nel suo intimo, tentava la sua ripresa morale, economica. Chiaramente l’Italia in questo contesto di povertà assoluta, aveva rivolto il suo sguardo a Colui che avrebbe potuto salvarla… e la salvò. Ecco la ragione per cui l’Italia diventò un Paese profondamente cristiano. Non è stato tanto il Fascismo a instaurare la religione cattolica, tanto che il Regime aveva leso i diritti più semplici degli uomini, ma la tragedia della guerra, gli orrori che gli occhi di tanti italiani videro, che fecero inginocchiare il Popolo davanti al crocifisso, riempiendo le chiese. I film dell’epoca volevano gridare la sofferenza di questo popolo e tratteggiavano chiaramente ciò che l’Italia visse in quei tempi di tirannia. Quando si passano e si sperimentano delle cose atroci, si desidera far conoscere al mondo ciò che si è vissuto sulla propria pelle, forse per scongiurare il pericolo di dover ricadere nello stesso errore. Ricordiamo fra i film straordinari, capolavori di letteratura: “Roma, città aperta” e “Ladri di biciclette”.
L’Italia grazie all’aiuto degli Americani ma anche alla sua operosità, seppe rialzarsi e durante il boom economico, come d’un tratto, forse influenzata dalla mentalità americana, abbracciò di fatto le sue idee rivoluzionarie. Alcune buone perché proclamarono i diritti fondamentali dell’uomo, delle donne e dei bambini, passo importantissimo per l’umanità e la civiltà moderna. Tuttavia, a mio modesto parere, alcune idee hanno travisato il concetto di libertà esponendo l’uomo moderno a grandi errori etici e abusi di potere. Non si può negare che gli anni Sessanta segnarono profondamente la società. Quando la televisione apparve, l’Italia si stava rialzando dalla miseria e la piaga dell’analfabetismo era estesa. Vi era l’urgenza di istruire il Popolo. Non si poteva più lasciarlo nell’ignoranza. La Repubblica aveva sancito l’uguaglianza di tutti gli uomini e il loro diritto all’istruzione, inoltre se il Popolo doveva partecipare democraticamente alle elezioni come la Repubblica esigeva, si dovevano formare cittadini responsabili, istruiti, capaci di discernimento. La televisione ebbe quindi un ruolo fondamentale per l’istruzione elementare di tanti italiani ancora analfabeti. Il grande film mandato in onda in tempi relativamente recenti, “Raccontami”, tratteggia molto bene il profilo della società di quei tempi. Gli Italiani, pur essendo un unico Popolo, faticava ancora a capirsi, avviluppato com’era nei detti e dialetti regionali che di fatto aumentava il divario e la separazione tra nord e sud, cioè tra Italiani stessi.
Si andò passo passo: radio, televisione, computer., telefoni cellulari Il benessere aveva di fatto permesso e concretizzato il diritto all’istruzione di tutti, anche se in certe parti d’Italia ancora avviluppate dalla morsa della povertà, con molta più fatica. Per farla un po’ più breve, quando la scuola materna si rese indipendente totalmente dalla scuola elementare, fu proprio nel 1991 anno in cui si stilarono i nuovi orientamenti. Questi nacquero dalla concezione che ogni età aveva la sua specificità e che se la mente dei piccoli alunni veniva educata, stimolata da un ambiente ricco di opportunità, avrebbero potuto affrontare la scuola elementare con più serenità e meno fatica.
Negli anni Novanta la società era e stava cambiando ancora molto rapidamente soprattutto grazie alla tecnologia che ormai stava occupando un luogo preminente nella società. Come accadde con le automobili, anche il possesso dei computer si espanse a macchia d’olio fino ad arrivare ai nostri giorni, ad essere uno strumento indispensabile. Stessa cosa riguardo ai telefonini. Chiaramente tali mass media hanno cambiato radicalmente il modo di comunicare fra le persone: la comunicazione è diventata rapidissima, le distanze si sono cancellate e di fatto stiamo vivendo nell’era del globalismo. Tali mutamenti hanno cambiato anche le intelligenze degli uomini, rendendole più analitiche. Di questo ne parleremo più approfonditamente in un altro post.
In un post a parte cercheremo di ragionare anche sui fatti degli anni Novanta che portarono poi a un grande passo: l’Unione europea.
Quando l’Unione europea era ormai ufficializzata, resa tangibile e sancita in modo definitivo dalla coniazione e circolazione di una moneta unica, l’euro, all’Italia non restava che aprire la propria mente alle leggi europee. Nel 1997 iniziò il processo lungo dell’autonomia della scuola sancita poi da una legge in modo definitivo e legale. Con questa la scuola assumeva personalità giuridica e, concretamente, si giungeva così, alla possibilità di esercitare sul serio la libertà d’insegnamento sancita dalla nostra Costituzione. Negli anni in cui fu promulgata la Costituzione, si intendeva un’altra cosa per libertà d’insegnamento. Gli insegnanti, infatti, all’epoca fascista, erano costretti ad aderire al Partito ed erano costretti a insegnare le ideologie di esso. Questo accadde anche a Lombardo Radice che aveva collaborato con Gentile nella stesura dei programmi per la scuola elementare. Lasciamo in sospeso questi argomenti per trattarli più approfonditamente quando vedremo la storia della scuola elementare.
Ritornando alle leggi che l’Italigeneri-musicali-degli-anni-60_18c051c3a1f6286ccdaf49f28dc3b7a0-990x660a doveva accettare per sancire l’appartenenza all’Unione europea, era quella di fornire Indicazione per le scuole al pari di quelle europee. si succedettero a ritmo serrato in quanto erano comunque in sperimentazione. Nel 2004 le prime Indicazioni. Per sottolineare l’autonomia delle scuole, non potevano essere redatti dei programmi come quelli del 1985, tuttavia per assicurare che ogni scuola raggiungesse un certo standard di qualità ci volevano delle “Indicazioni” che definivano gli obiettivi fondamentali che ogni scuola, sia statale che paritaria, doveva raggiungere. Di fatto le prime indicazioni furono molto descrittive incongruentemente con l’autonomia delle scuole. Con il tempo si perfezionarono: vi furono quelle del 2007 ed infine quelle definitive, ancora in vigore del 2012.

Anni Sessantaultima modifica: 2016-06-15T13:36:54+00:00da vodaf_2008
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