Archivio mensile:febbraio 2016

Lunedì bizzarro

Oggi non è stata una giornata pesante a scuola, nonostante l’orario fosse lungo e comprendesse anche la programmazione. Le prime due ore ho fatto supplenza al maestro che faceva alternativa. Ho preso due ragazzini di quarta e ho fatto loro leggere un libro, quindi hanno illustrato il breve racconto. Alla fine abbiamo parlato molto. È stata una soddisfazione quando un bambinoIMG_20130613_162138 mi ha detto che gli piaceva uscire dalla classe e fare alternativa… Considerando il fatto che dentro il mio cuore anelo ad insegnare religione… È tutto di guadagnato! Ho capito che anche insegnando la materia alternativa si può annunciare Cristo, con l’accoglienza, l’affetto, l’amore. Certamente… quando stamattina alle 8.10 è arrivato il messaggio sul cellulare che l’insegnante di materia alternativa non ci sarebbe stato e che sarei quindi dovuta andare a scuola alle 8.20, è stato un colpo. Ero in ipoglicemia, stavo male e avevo solo il tempo di ingoiare un boccone e andare a scuola. Avevo in mente poi di ricominciare a studiare per il concorso! Non posso ridurmi all’ultimo come l’altra volta. Mi sono accorta in seguito che il nuovo orario era migliore del precedente per lo studio: non mi sarei dovuta fermare a scuola e studiare sterilmente durante quell’ora di buco, ma avrei potuto comodamente studiare sia prima di mangiare che dopo. Inoltre mi era venuta un’idea per allenarmi a ripetere a voce alta: fare dei piccoli video, come faccio spesso con le meditazioni. Il piccolo imprevisto si è poi rivelato assolutamente un toccasana. Agli inizi ho cominciato ad esprimermi con molta fatica, successivamente mi sono sciolta… Riconosco i miei errori al concorso di R. Spero di non rifarli questa volta, sempre che riesca ad arrivare all’orale.

Concorsi

Mamma mia! Che maratona in questi giorni! Sono distrutta! Però sono abbastanza contenta dei risultati, seppur non siano stati tutti positivi. Il concorso di R. che sembrava già avviato e in dirittura di arrivo, è andato male. Avevo una paura dentro di me che non riuscivo nemmeno a spiegarmi… Mi paralizzava… Ero quasi sicura dentro di me di non passare.

È  stato così, poi. Mi hanno interrogato su cose che sapevo, ma ero così stanca e così agitata, che è andata male… Non riuscivo a formulare un discorso. Spesso nelle interrogazioni, mi arrampicavo sugli specchi, me la cavavo, se non sapevo inventavo, ma questa volta non è stato così. Faticavo a trovare le parole giuste, ne dicevo alcune per altre… mah… sarà stata l’emozione, tante volte ho parlato di questi argomenti con le mie colleghe con molta naturalezza, ma nel mio cervello si era formato un vuoto simile ai precipizi che si scorgono quando da Genova si va con il pullman a Montoggio! Ed io ci sono caduta dentro!

Bhe, rileggendo capisco di aver scritto un profluvio di parole… adesso vi racconto tutto dall’inizio.

La settimana che ha preceduto gli esami, nel mio lavoro, ero sballottata di qua e di là da una classe all’altra. Mi cambiavano gli orari in continuazione, ma quello che mi pesava di più era non aver tempo per me stessa, di fare, cioè, non chissà cosa, ma quello che mi piaceva di più: scrivere, leggere. Non ho saputo rinunciare alle mie passeggiate, quello no. Dopo il lavoro, quando avevo tempo, passeggiavo, respiravo all’aria aperta. Non potevo lasciare tutto, sarei impazzita. Al mattino presto, dopo la messa, mi recavo a scuola pregando il Rosario. Le “Ave Marie” scivolavano rimbalzando nella mia mente, talvolta distrattamente, altre più consapevolmente.

È  da tanto che sto facendo la novena a Maria che scioglie i nodi. Ho tanta fiducia in questa preghiera. Davanti ai miei occhi, mentre recito le “Ave Marie”, la mia cara città, Genova.La Lanterna getta il suo fascio di luce sul mare nero come l’inchiostro, mentre i fari delle auto tagliano lo scuro della mattina invernale che sorge. Una nuova giornata, nuove speranze… Ma ultimamente le nuove giornate erano diventate più sofferte. Non vedevo l’ora che tornasse la sera per far riposare le mie povere ossa sul letto e rilassarmi un po’. Sembrava che il sonno non bastasse mai! Ad ogni modo, vado a scuola e comincio la mia giornata. Non so mai di sicuro quali visi incrocerò. Cerco di vivere più profondamente questa giornata, in modo cristiano, ma mi accorgo che la stanchezza fa da padrona. Il vortice dei miei impegni mi ingoia. Vorrei vivere in modo più consapevole la mia cristianità, ma la stanchezza, lo studio e il lavoro assorbono pericolosamente la mia mente. La mattinata poi scorre, abbastanza velocemente… Mi ritrovo a casa, i ritagli di tempo spesi con quaderni, libri e tablet. Talvolta avrei bisogno di rilassarmi guardando la tv, ma il pensiero dello studio, da quando si è sbloccato il concorso di P. invade il mio tempo libero, ingoiandolo come un lupo affamato. Nonostante ciò, non rinuncio alle mie passeggiate.

Il tempo trascorre velocemente e mi ritrovo alle porte dell’esame orale. Quando vuoi che il tempo non passi, ecco che in un battibaleno, ti ritrovi alla data che paventi! Quella data mi sembrava come uno scoglio, enorme, mi dava l’idea della fine di qualcosa. Detta così sembra esagerato, eppure era quello che sentivo.

4 febbraio: la sveglia suona alle 4,45. Avrei voluto continuare a dormire, ma poi un buon caffé e una brioche mi hanno sollevato il morale e le… palpebre. Poi la corsa alla Stazione Principe… il treno in ritardo di cinque minuti, sembra partire tutto male, poi invece, il treno a V è puntuale e dopo poco più di un’ora mi ritrovo a destinazione. Io e mia mamma optiamo per un taxi e giungiamo, tremando per il freddo, al punto in cui devo dare le preselettive. Una marea di gente… tutti tremanti per il freddo e l’agitazione. Io mi sento tranquilla questa volta, però ci attende una sorpresa: siccome siamo in tantissimi, ecco i paventati test di logica!!!! Yuppy!!!! Non aspettavo altro! Quando esco penso di non essere passata, anzi ne sono quasi convinta, come quello di R. Ma ho la speranza di R… dell’orale, seppur abbia qualche dubbio e quella brutta sensazione non vuole lasciare il mio cuore.7

Dopo P. ecco che si prende il treno per R. Velocemente, altrimenti… Le stazioni corrono accanto ai finestrini del treno, di nuovo la mia città amata. Arriviamo nel pomeriggio. Stanca davvero, incapace di riprendermi, con gli occhi che si chiudevano. Finalmente la sera. Pensavo di dormire ma il mio cuore decide di fare gli scherzi come una sera di questa settimana trascorsa che quasi mi pareva si fermasse da un momento all’altro. Comincia a battere più velocemente, sembra un tamburo, ritmico ma veloce. La stanza è calda e mia mamma comincia a russare… Una notte da incubo e tutta in bianco. Il mio dubbio sull’orale diventa certezza durante la notte. Non riesco a chiudere occhio e capisco che davvero l’orale sarà uno scoglio difficile da superare, il mio fisico non lo consente. Questa volta è giunto al capolinea, ma continuo a lottare. Vado ma avrei voglia di scappare a gambe levate! Non lo faccio e affronto la cosa. Il signore che mi deve esaminare sembra Vittorio Emanuele II, quello che ha distrutto i Genovesi, con quei baffetti grigi e gli occhi inquisitori, non si capisce se sbagli o meno. Non interviene, non dice nulla, si deve parlare a ruota libera. Io parlo ma spesso il mio cervello s’ingarbuglia come spesso fa quando è stanco.

Per farla breve, a R. non passo, a P. sì!!!!! Mah, ho passato una selezione di duemila persone e non sono riuscita a dire cose che sapevo, mistero della fede!

Non mi sono dimenticata

Ciao a tutti. non mi sono dimenticata di aver aperto un nuovo blog… Solamente che sono molto impegnata con lo studio, per cui aspetterò di finire di dare almeno l’orale del concorso di R. dopodomani e forse avrò un po’ di tempo da dedicare ai miei poveri blog abbandonati, poverini, da almeno due mesi… A presto!